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Ansiria: Il vuoto e la sua vanità

settembre 16, 2011

Ansira

Il vuoto e la sua vanità

rock

In parole povere: ben suonato ma poco coinvolgente.

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Qui in Italia siamo pieni di bravi musicisti. Poi ci sono musicisti molto bravi che hanno molte idee, e musicisti molto bravi che di idee ne hanno davvero poche. Gli Ansiria di idee ne hanno eccome, hanno anche le giuste spinte nell’ambiente (visto che il cantante Irvin Vairetti altri non è che il figlio di Lino, frontman degli Osanna, storica progressive rock band italiana degli anni ’70) e, soprattutto, sono bravi musicisti.

Esce per FullHeads il loro primo disco, Il Vuoto E La Sua Vanità, un piccolo viaggio di rock d’autore che ammicca come sonorità a quel mostro sacro di Jeff Buckley (altro figlio d’arte) ma che riesce a mantenere una sua italianità grazie non tanto alle tematiche affrontate, quanto soprattutto alla scelta dell’italiano come lingua cantata.

Che dire? Il loro rock a tratti da pianobar è in se perfetto, non mostra pecche particolari. Sono dei musicisti eccezionali, la scelta dei suoni è impeccabile e la produzione non ammette repliche. Però quello che si riscontra, nell’ascoltatore, è una certa freddezza di fronte a questo disco. Manca il coinvolgimento, il calore, il fervore. Sarà un problema della musicalità della voce, a volte esageratamente cercata ed inevitabilmente sforzata; oppure sarà che il rock d’autore riesce a sfondare solo in presenza di geni assoluti della musica e della poesia; fatto sta che questo disco, un buon disco, fatica a scorrere nelle vene dell’ascoltatore.

Articolo scritto per Loudvision http://www.loudvision.it/musica-dischi-ansiria-il-vuoto-e-la-sua-vanita–5423.html

Note: in realtà questo disco mi è piaciuto davvero poco, ma me ne sono reso conto solo dopo averne pubblicato la recensione su Loudvision. Il grosso problema degli Ansiria è la voce di Irvin Vairetti, che a me personalmente non piace per nulla (senza considerare la povertà dei testi).

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Winston McNamara – Amore e Iodio

luglio 26, 2011

Winston McNamara

Amore e Iodio

elettrock geolocalizzato

In parole povere: sarò uno che l’empatia se non c’è se la trova da solo, ma a me piace ‘sto disco.

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Autodefinisce Amore e Iodio “elettrock geolocalizzato”. E in effetti non si può appioppare etichetta migliore a questo disco, visto che ciò che propone WinstonMcnamara (alias per Francescopaolo Chielli, già Yuppie Flu) con la benedizione della 42 Records altro non è che un rock un po’ sgangherato che sfrutta al meglio il peggio delle potenzialità sintetiche del computer, dipingendo non troppo idilliaci quadretti della generazione Y marchigiana, quella dalle parti di Senigallia (ma tutto il mondo è provincia, chi non lo sa?). Non ci troviamo di fronte ad un lavoro maturo, ma ad una affascinante creatura embrionale che esalta ed intriga per potenzialità inespresse. E non è un caso questo: un disco sulla generazione Y, scritto da un ragazzo che ne fa parte, non può che essere tale. È un baluardo dell’incapacità di autoaffermazione del ragazzo medio, quando la consapevolezza comincia a bussare alla porta della coscienza “per destare dubbi e sospetti”, cambiando i rassicuranti rapporti prospettici sul mondo creatisi dopo anni e anni di adolescenza. Il tutto accompagnato da arrangiamenti essenziali che rendono più leggero e piacevole l’ascolto, anche grazie a quelle digressioni elettroniche che riescono a dare un po’ più di colore al contenuto dell’album. Dopo tutto questo discorso, ciò che sembra piuttosto chiaro è che WinstonMcnamara sia riuscito nell’impresa in cui I Cani hanno miseramente fallito: raccontare la gioventù odierna senza cadere in banalità e luoghi comuni. E non è facile.

Naturalmente il disco è in daunlod gratuito sul suo sito internet e su quello della 42 Records

Tratto da: http://www.nerdsattack.net/?p=27506

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