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Playlist #1

maggio 17, 2011

Prima playlist: 10 canzoni che in questi giorni ho ascoltato con particolare piacere

1)   I Quartieri – 2009

2)   Public Image Ltd – Annalisa

3)   Fratelli Calafuria – La nobile arte

4)   Il Teatro degli Orrori – La canzone di Tom

5)   Hüsker Dü – Diane

6)   Distanti – Forsennati

7)   Deerhunter – It Never Stops

8)   Teho Teardo – Maps of Immagination

9)   Cap ‘n Jazz – Little League

10) Fine Before You Came – Lista

Di band come I Quartieri e Fine Before You Came ne ho già parlato in questo blog. Annalisa dei PiL mi fa impazzire, sarà la sua essenza così punk nonostante il giro di basso tipicamente dub talmente impertinente da spazientire dopo 6 minuti. I Fratelli Calafuria sono una bandcapnjaazz di polentoni molto bravi, molto autoironici, che propongono un rock guascone e molto più alternativo di tanta gente che va in girò con i capelli sporchi ed una barba lunga così. La canzone di Tom de Il Teatro degli Orrori era una delle mie preferite circa due anni fa; adoravo quel disco e quella canzone in particolare, che ha rievocato in me bei ricordi. Gli Hüsker Dü sono invece da sei mesi a questa parte la mia band preferita, li ascolto tutti i giorni e canticchio (urlicchio) le loro canzoni in lungo e in largo, ovunque io mi trovi. Diane è una canzone bellissima tratta dal loro Ep Metal Circus, una sviolinata punk dalle tinte grigio malinconiche che spezza il cuore in due. I Distanti sono dei giovanotti italiani che fanno parte della famiglia Triste, quindi un po’ tutti saprete cosa aspettarvi da questi ragazzi. Sono molto particolari, i loro arrangiamenti sono molto più vicini al folk che al post-rock a cui potevano averci abituati i FBYC, mantenendo comunque delle fondamenta hardcore piuttosto evidenti. It Never Stops dei Deerhunter è un bel pezzo “pop” tratto da Microcastle, capolavoro rock psichedelico della prima decade degli anni 2000. Maps of Immagination l’ho ascoltata per la prima volta stamattina, visto che dovevo recensire il disco di Teho Teardo per rockshock, e devo dire che questa canzone mi ha colpito per la sua maestosità, la sua imponenza, e naturalmente per quel non troppo vago sentore di malinconia che rende ogni bella canzone un capolavoro. E per concludere, i Cap ‘n Jazz. Davvero, chi non conosce i Cap ‘n Jazz deve subitissimamente provvedere in qualche modo, perchè questa band negli anni ’90 ha sconvolto, perfezionato, infiocchettato il post-hardcore di matrice emo, in maniera oltretutto più che involontaria (erano dei ragazzini che suonavano durante i concerti delle scuole, mica affermati musicisti). Little League è la opener del loro unico, impronunciabile album, e rende appieno lo stile del disco.

Insomma questo è uno dei post più inutili della storia.

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