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Editoriale #5

settembre 18, 2011

Un editoriale inutile, come tutti gli altri. Però questo, forse, un po’ di più.

Martedì 30 agosto, un po’ di giorni fa insomma, la mia ragazza mi ha lasciato. Non starò a spiegare i motivi di tale rottura dopo quasi due anni di amore e devozione da parte del sottoscritto, vi basti sapere che comunque dopo davvero poco tempo (molto meno di un mese) io e la mia dolce metà siamo tornati una cosa unica. Ciò che ci tiene uniti non sarà potente come il bostik al momento, ma insomma possiamo aspettare che la colla si asciughi. Ho 21 anni, non ho fretta. O forse sì?

Ma volevo parlarVi d’altro. Una cosa che ho sempre sottolineato riguardo a Sfortuna dei Fine Before You Came è che “ragazzi, se vi ascoltate questo disco dopo che la ragazza v’ha lasciati, come minimo vi schiantate con la macchina da qualche parte“.

Mercoledì 31 agosto, ore sette e venti del mattino. Salgo in macchina pronto per andare a lavoro. Sono in perfetto orario e non ho dormito per tutta la notte, visto che poche ore prima la mia amata m’aveva lasciato. Attacco l’autoradio e metto Sfortuna. Natale, quarta traccia. Dopo qualche minuto mi ritrovo a correre per via della Bufalotta, tra le lacrime, urlando “oggi è una così bella giornata ed io vorrei che tu tornassi a casa per CENAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!“. Ma il pensiero di suicidarmi non m’ha sfiorato neanche per un microsecondo, quello no. E che non ci arrivo a Vixi, scusate tanto?

Vedete, quello che intendo dirVi è che il suicidio è una grande stupidaggine solo a contemplarlo, soprattutto quando dettato da questioni amorose. Insomma, nessuna ragazza che non sa apprezzarvi o accettarvi o perdonarvi sarà mai meglio di voi. E al mondo ci sono tante ragazze a cui dire mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare, tante ragazze a cui dedicare Washer degli Slint, tanti potenziali amori. Il mondo è bello perché è vario, perché ci permette di sperimentare con altre donne, o con altri uomini, o con transessuali volendo. Il mondo è bello perché è ricco di stimoli, perché la scoperta dell’alterità, del diverso, del nuovo, ci rende persone migliori. Perché così non si spegnerà mai la curiosità, e continueremo a porgerci domande, ricercando delle risposte senza però pretenderle, continuando a scagliare la freccia del nostro anelito al di là dell’uomo, così che la corda del nostro arco non disimparerà a vibrare, mai. E piano piano la Terra sarà nostra, nostra sarà la conoscenza e nostra sarà la coscienza, e nostri saranno quel corpo e quella mente che mai abbiamo davvero posseduto.

Io però ho scelto di tornare con S perché di sbattermi a cercarne un’altra proprio non mi andava. Ah, soprattutto la amo.

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