h1

Speciale Heroes: Le Naphta Narcisse @ Le Mura

novembre 30, 2011

L’ormai lontano 19 novembre ha avuto luogo a Le Mura di san Lorenzo un’altra serata di Heroes. Stavolta i padroni di casa sono Le Naphta Narcisse, gruppo nato nell’ormai lontanissimo 1995 a L’Aquila. È una bella serata, fredda quanto basta per farti congelare le dita dei piedi se porti le scarpe sbagliate, ma libera dalle nuvole. Si sente anche l’assenza del gelido vento invernale che ti pungola la faccia come se fosse il bersaglio di una partita a freccette. Però non fa caldo, e quindi per ristorarsi dal freddo quest’anno arrivato troppo tardi si comincia a bere. Birra, vino, whiskey, cocktail di varia natura: tutto fa brodo in questa serata novembrina.

Fortunatamente quando attaccano a suonare Le Naphta Narcisse il sottoscritto era fermo ancora ad un bicchiere di vino e a due pinte di birra; quanto basta insomma per godersi un concerto senza provare il caotico fastidio che l’ebbrezza suscita di fronte ad un amplificatore. Le N.N. strabiliano me e qualche astante con la strumentazione e, soprattutto, con le pedaliere. Sono stato cinque minuti buoni ad osservare quegli aggeggi infernali pieni di pedali, pulsanti, manovelle e lucine colorate. Non ho mai capito appieno il funzionamento di questi oggetti: non so come si chiamino i vari effetti e non comprendo proprio come una persona riesca a scegliere un effetto piuttosto che un altro. Ci sono tante cose che non capisco delle pedaliere, però so per certo che una pedaliera ben rifornita (e ben utilizzata) esalta appieno le potenzialità della chitarra che, man mano con gli anni, vanno sempre più scemando (ma davvero è stato già detto tutto?).

Bene. Stare qui a raccontarvi COSA suonino Le Naphta Narcisse e COME lo suonino sarebbe molto professionale ma, allo stesso tempo, davvero poco interessante. Vi basti sapere che fanno rock, che quello a cui abbiamo assistito è stato un gran bel concerto rock, e che sono dei musicisti preparatissimi e con grandissime idee che riescono a tenere egregiamente il palco. Insomma, cercano più o meno di sfiorare tutti quanti i lidi dell’alternative rock made in Italy (e non solo) condendo poi la miscela con testi pungenti e assai sarcastici, strafottenti e consapevoli. Schopenhauer dei tempi moderni: si scagliano contro tutto ciò che a loro non va e lo fanno senza mezzi termini, senza peli sulla lingua (espressione che odio profondamente ma che al contempo mi diverte tantissimo).

E così si passa la serata con piacevole leggerezza; e quando sul palco salgono altri musicisti per collaborare si capisce appieno lo spirito comunitario ed aggregativo di questa rassegna. Peccato che il palchetto de Le Mura sia piuttosto piccolo, altrimenti sarebbe stato carino salire tutti quanti sul palco e cantare, che ne so, We Are The World o quelle robe lì, con delle candele in mano. Magari vi ho dato una bella idea per la prossima serata. Insomma, Natale si avvicina. E siamo tutti più buoni. E siamo tutti più Heroes.

P.S.: un live report stilato così tardivamente deve delle spiegazioni. Purtroppo dopo il concerto ho sentito l’irrefrenabile desiderio di sperperare tutto il gruzzolo che avevo da parte in alcolici di varia natura, cancellando COMPLETAMENTE la serata dalla mia memoria. Solo per caso, qualche giorno fa, mi sono ricordato del concerto e del report da scrivere. Vabbè ma finché siamo giovani ‘ste cose se possono fa’.

Volemose bene.

Annunci

3 commenti

  1. […] Continua a leggere […]


  2. Io apprezzo sinceramente l’onestà che l’ignoto autore di tale articolo ha dimostrato nel riconoscere, candidamente, la sua totale mancanza di professionalità e di competenza per l’argomento musica. Come quando ammette di aver dimenticato di dover scrivere il “report” o di non aver mai visto nè capito l’utilizzo di una pedaliera allestita come si deve (cosa alquanto bizzarra per uno che pretende di commentare concerti rock). Sono però, allo stesso tempo, molto stupito e infastidito…e non certo per il giudizio complessivo del live (“quello a cui abbiamo assistito è stato un gran bel concerto rock”) o per i commenti quasi lusinghieri (anche se il richiamo a Schopenhauer è certamente esagerato). Sono infastidito dall’egocentrismo letterario di questo pseudo-giornalista musicale, dato che per una buona metà dell’articolo ci descrive (in una prosa orribile e pedante) prima le condizioni metereologiche e poi le sue prodezze alcoliche. E sono stupito dalla sciatteria e dal menefreghismo che emergono evidenti da tutto ciò, soprattutto, perché accostati ad una manifestazione come Heroes che sbandiera passione e impegno…perché è proprio per colpa di atteggiamenti del tipo “Vabbè ma finché siamo giovani ‘ste cose se possono fa’” che l’Italia è il paese di merda che ci ritroviamo. E allora mi rivolgo direttamente all’interessato e gli domando…se non sai scrivere e non te ne frega un cazzo di quello che scrivi….CHE CAZZO SCRIVI A FARE?


    • Ma guarda, ti dirò. Per quanto riguarda l’essermi dimenticato del report e blablabla hai ragione, non ho molte scuse e sarebbe inutile arrampicarmi sugli specchi, semplicemente avrei potuto evitare di dirlo e basta (è una critica che mi viene mossa spesso, dovrei evitare di scrivere tante cose che alla fine scrivo comunque, e non sono cose scomode ma semplicemente cose inutili). Non avessi scritto quel post scriptum probabilmente sareste rimasti infastiditi e basta, senza andare in giro per il web a spammare e a commentare. Magari mi avreste semplicemente contattato e civilmente si sarebbe conclusa la vicenda. Mea culpa. Per quanto riguarda il discorso “non so come funziona una pedaliera”, il discorso “prosa orribile e pedante” e il finale “passione e impegno” preferirei declinare il tutto con pochissime parole. 1) per scrivere di musica non devi saper suonare e, non essendo un chitarrista, la pedaliera per me altro non è se non un ammasso di robe che spingerei a caso per creare folli effetti (poi i chitarristi sanno come funziona, e meno male che lo sanno loro). 2) parere soggettivo, mi dispiace ma vabbè. 3) era la terza serata che facevo (ieri è stata la quarta), e le precedenti non hanno destato particolare clamore. Ci sono mille discriminanti del caso, ma comunque ho ammesso sin dall’inizio di aver sbagliato. Però sul discorso impegno ci sono persone che, a mio modesto avviso, non potrebbero proprio parlare in questo caso. Ma siccome non amo particolarmente smerdare in pubblico persone (in maniera anche piuttosto gratuita), aspetto un contatto privato. Sennò pace. Ora devo scrivere il report di ieri sera, quello sì che me lo ricordo.



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: